La rete spesso gioca brutti scherzi. Lei lo sapeva ma non le importava, ‘aiuta l’autostima’ diceva. A questo punto non so più cosa credere, lo diceva per rispamiarsi eventuali critiche, oppure egoisticamente non voleva rendermi partecipe della vita parallella che si era creata. Forse la sua vita non era più interessante e aveva bisogno di nuovi stimoli, chissà cosa le suggeriva il pensiero nelle notti insonne trascorse davanti ad uno schermo. Mentre tutto è fermo, la notte avvolge le cose, ma tu le tieni testa, ti sembra di vivere più a lungo, puoi fare ciò che vuoi con libertà e leggerezza. E’ un pò come essere in ferie, non devi rendere conto, perchè le persone di notte solitamente dormono, invece tu scrivi, parli, ascolti musica e spesso sogni un’altra vita, qualcosa che non ha niente a che fare con quella che conduci; inutile quindi sostenere che ti piaccia, perchè risulta una sorta di specchio per le allodole e per i più audaci non è difficile percepire il tuo malessere represso.
In queste situazioni la sincerità pesa, ma bisogna affrontarla senza ripararsi troppo. Prima di accusare gli altri per aver steso l’arringa finale, Lei deve scavare all’interno e capire che non ha l’esclusiva di nessuno, soprattutto di qualcuno che fa parte della rete o della vita parallela che si è creata nella notte.
Lei sa di aver perso, non vuole però che si sappia troppo in giro, è una sconfitta troppo dolorosa per chi pensa di saper combattere onestamente, ma il dramma ancor più grande è sapere che chi trova vie di scampo nella notte, mentre tutto tace ed è lontano da sguardi indiscreti, è poco onesto.
Se combatti in modo sporco, getta la spugna e scendi dal ring perchè per stare lì sopra, bisogna essere audaci.
