Arrivata nella nuova casa, mi sono dovuta abituare alle esigenze campagnole.
Purtroppo non tutti sanno, io compresa, che in campagna spesso non vi arrivano allacci di alcun tipo.
Elenco per fare chiarezza. Il gas o il metano, il telefono per esempio, difficile installare un’adsl, la luce grazie a Dio c’è, anche se i campagnoli dei casolari vicini hanno già provveduto con il pannello solare, chè si risparmia.
‘Se non riempi il grande bombolone interrato nel tuo giardino’, mi aveva detto il proprietario del lotto,’ non potrai cucinare, riscaldare la casa, ma soprattutto ti laverai con l’acqua fredda’.
Adesso, va bene che devo ritrovare me stessa e tutte le menate, ma non devo diventare soldato Jane, per Giove!
Da giorni, cucino piatti deliziosi grazie ad una bombola blu posta accanto ai fuochi, mi lavo con acqua talmente calda, che dopo tre minuti esatti sarebbe capace di bollire un chilo di patate, grazie ad un boiler elettrico in cantina, mi riscaldo con gli otto quintali di legna acquistata alla modica cifra di 80 euro, perfettamente tagliata a piccoli ciocchetti come quella che accatastava il nonno di Heidi.
E proprio stasera è nato il dilemma in chiave poetica.
E’ proprio vero che la legna, in campagna regna! (ci veniva anche un’altra rima, ma sorvoliamo pure) dice lui.
Ma basterà per il freddo inverno? dice lei con il volto malinconico da casa nella prateria.
Lui fa dei calcoli a mente, poi impugna carta e penna, chè la matematica non è un opinione, e risponde con tutta franchezza: ‘basterà, basterà…’
Lei si volta, chiude il portatile, lo guarda fisso negli occhi e con tono autoritario ribatte: ‘ adesso vai a mungere le vacche, che dopo la mezzanotte il latte è meno buono!’
Ah dimenticavo, il mio avanzatissimo e tecnologico termometro a mercurio, segnala i 10 gradi esterni vs i 22 gradi interni.
Buona davvero questa Bonarda.






















