Diario

La vigilia

foto458.jpg

Dopo la crisi psicologica emotiva di mia madre ho ceduto, quindi è andata per la vigilia con i trentadue parenti. Anche quest’anno come tutti gli altri, la sala del locale dei miei sarà gremita di cugine che mi ricorderanno che non ho ancora la prole e tanto meno un marito, i nonni mi chiederanno se non è ancora ora che io mi tolga questi chiodini (piercing) dalla faccia, le zie mi vedranno ingrassata come tutti gli anni e gli zii ci ricameranno sopra durante tutta la cena, con frasi del tipo ‘mangia qualcosa che mi sembri un po’ deperita!’, oppure si divertiranno a riempirmi il piatto con un solo raviolo ed esclameranno ‘Ti basta?’. Mio padre passerà la serata a tirare tappi, bucce di mandarini e a nascondere sigarette e cellulari a tutti gli ospiti. Mia madre si sbatterà dalla cucina alla sala con le mille portate superipercaloriche, chè se non ingrassi quei sette /otto chili che Natale è.

Dopo il delirio mangereccio, la grande famiglia avrà raggiunto un discreto tasso alcolico e allora cominceranno a narrare le vicissitudine di noi ragazzi, di quando eravamo piccoli ed era tutto uno spasso, quando ancora noi ci sentivamo figli e loro dei veri genitori. Tutti gli anni tremo al pensiero, perchè un conto se ce le ridiamo tra di noi, chè mi piace l’egocentrismo del parentado, ma quando porti il nuovo partner del momento e loro cominciano a schiamazzare su quella volta che mi sono infilata una biglia di vetro nel naso, oppure quando con il pannolone sporco ho fatto quel bel murales sulla parete rosa della mia cameretta, chè tra le altre cose non ero una da pareti rosa fin da piccola ma mia madre non l’ha mai capito, ecco in quel momento vorrei essere Morfeo (Matrix) quando propone a Neo le due pillole: Dimentichi, o resti con noi. I nonni poi sono i migliori, dicono per la millesima volta che eri bella come una bambola con quei boccolini d’oro e quelle rosee guanciotte paffute, ma se sembravo la figlia illegittima di Renato Pozzetto!
Per questa vigilia mi sono promessa che dopo avermi fatta rincoglionire da nipotini vari e dai nuovi gossip della nostra big family, mi prenderò una di quelle sbronze da ritrovarmi appesa a qualche balcone vestita da Babbo Natale, una di quelle sbronze che arrivare vivi all’alba sarà un vero e proprio calvario. Per ora buon Natale a tutti e mi raccomando fate i buoni.

Annunci
Diario

Estetica

accroche0.jpg

Passeggiando per i carugi del centro storico, mi sono addentrata in una di quelle profumerie in franchising tanto famose, chè lo stipendio cosa ce lo danno a fare se no.

Prima di entrare, si mette in atto la solita tecnica da persona interessata, il mio sguardo scruta in modo curioso la sfarzosa vetrina, già adobbata per le feste ormai vicine.

Apro lentamente la porta e timidamente mi avvicino al banco. La commessa agghindata di gioielli luccicanti e brillantini da dragqueen ricambia il mio saluto con distacco. Certo, i piercing sono sempre un biglietto da visita poco gradito in ambienti come questi, per non parlare del mio viso senza trucco, i capelli raccolti e poco ordinati da massaia, il piumino grigio stile omino della michelin, insomma la classica tipa che preferisce un’ora di palestra che una allo specchio.

‘Mi dica’ dice lei, con le unghie lunghissime dalla french bianchissima e ben curata, aggrappate sul banco quasi fosse il trespolo di un avvoltoio.

‘Avevo bisogno di una crema viso?’ rispondo io nei panni della carogna.

L’avvoltoio si avvicina ad uno scaffale e dinanzi ad esso s’appresta a tirar fuori dei piccoli tubicini variopinti. Sempre con tono di sufficienza, comincia a farmi un sacco di domande su quale crema era mia abitudine usare, se mi ero trovata bene con quella, sul come mai non la rivolessi comprare e se la pelle del mio viso è particolarmente sensibile al freddo, ci mancava mi chiedesse quanti peli avevo…     Inaspettatamente mi affera la mano, mi spalma il tester e mi rifila uno di quei pipponi sulla composizione del tutto naturale del prodotto. Non contento l’avvoltoio, avvicina al mio naso la mia mano unta e con l’intento di convincermi ad acquistarla aggiunge ‘ha anche un profumo gradevolissimo, non trova?’, senza contare l’effetto tonificante, rilassante e altre parole che finivano con ante.

‘Ha anche un effetto antirughe, chè non è mai troppo tardi per prevenirle. Notai un pizzico di cinismo in quest’ultima affermazione, compresi subito dopo averla osservata bene bene, che anche se avesse avuto quarant’anni, tutta la schifezza che si era spalmata sul viso negli anni, le aveva avvizzito la pelle a tal punto, da farla sembrare il culo di un macaco.

Comprai la crema notte e la crema giorno, chè non puoi farne a meno con gli anni che avanzano e tutti questi agenti atmosferici che si schiantano sull’epidermide senza alcuna pietà, non c’è certo da stare allegre, infine mi gettai in strada con l’animo spezzato e travolta dalla consapevolezza di questa nuova schiavitù.

Diario

Com’era bello

foto354.jpg

Come accade spesso quando si trasloca, ci vengono per le mani, ricordi di vita vissuta. Ti raccogli i capelli con una di quelle pinze assurde dai colori vivaci, chè fa molto la Spagna di Almodovar, metti su un cd di quelli che ti fanno sembrare una malinconica Bridget Jones e una volta incrociate le gambe alla toro seduto, cominci a pescare a caso nel pesantissimo baule di vimini, con fare disinvolto e spensierato. Diari conservati dalla prima media, smemorande perlopiù, che a fine anno ti ci voleva il troller per portarle in classe, lettere d’amore e non, bigliettini d’auguri per ogni gusto e ricorrenza, riduzioni di discoteche e locali vari,  ritagli di giornali di attori cantanti e compagnia bella.

Poi pescando pescando, eccole trovate le foto tanto dimenticate, tutte perfettamente datate ed incollate, che pignoleria!

Ti accendi una sigaretta, prendi il telecomando dello stereo, t’appresti a mettere la canzone giusta, che è quasi fondamentale per l’atmosfera circostante. Lo fissi per qualche secondo, poi lo apri quel dannato album delle medie, quando non ti si filava mai quello giusto ed eri infatuata di quel tipo fino alle vacanze estive e magari poi si metteva con una delle tue amiche. Le foto con le BF (best friends), tutte con il solito taglio di capelli, i soliti bracciali e chissà cos’altro, ed è proprio in quell’istante che cerchi di trattenerla, ma questa vuole uscire a tutti i costi, la classica grassa risata godereccia, di quelle che puoi condividere solo tu, di quelle che non sai se vorresti nasconderti dalla vergogna o prenderti per il culo da sola.

Ed infine, l’album della terza superiore, quando hai le sopracciglia alla Elio e le storie tese e ti vesti come Eminem anche se sei una donna, che non è poi cosa buona, perchè il fare indaclub ti rimane anche da grande.

Quello sì che era un gran bel periodo, non pagavi le bollette, non si doveva votare, avevi un sacco di sogni nel cassetto e usavi il Topexan perchè la presenza di un brufolo sulla faccia poteva sconvolgerti l’esistenza.

Erano bei tempi anche se già allora le fragole erano transgeniche, c’era il buco dell’ozono e purtroppo anche le ragazze di non è la rai.