Archivio per gennaio, 2007

Kyashan

Posted in Film fuori concorso on 31 gennaio 2007 by nonsonounacommessa

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Trama

‘E’ stato come un lungo viaggio, da vedere assolutamente. Il film, tratto da un anime giapponese degli anni ’70, si presenta a prima vista come un kolossal nipponico sulla falsa riga dei superhero-movies che imperversano a Hollywood ed è quindi immediato il pensiero di trovarsi di fronte l’ennesimo giocattolone tutto effetti speciali e combattimenti adrenalinici indirizzato unicamente ai più giovani e ai fan dell’anime. In realtà è l’esatto contrario. Le scene di combattimento nel vero senso del termine si contano sulle dita di una mano ma sono realizzate con un impeto tale da lasciare stupefatti persino i più scettici’.

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I miei

Posted in Diario on 28 gennaio 2007 by nonsonounacommessa

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Ma io ancora questa cosa dei Miei proprio non la comprendo, questo loro modo di scagliarsi con un tale impeto, mi devasta a dismisura. Quando li penso ho quest’immagine impressa nella mente, loro sono la palla e io i birilli. Lo strike è la definizione perfetta del mio stato psicofisico dopo il litigio.

Cioccolata calda

Posted in Diario on 26 gennaio 2007 by nonsonounacommessa

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Io lo so perchè ultimamente sono la benvenuta in ogni dove, faccio una cioccolata calda da orgasmo e loro lo sanno bene. Proprio ier sera che volevo tornare nella mia casuccia e godermi un solitario tepore, un’amica necessitava del mio ausilio. Mi sento sola nella mia nuova abitazione diceva indaffarata tra i tegami e si vedeva ch’era sincera. La osservavo con assidua attenzione mentre con un sussurro di panna ed un sussurro di pancetta, stava sfornando una carbonara che sussurrava le tremila calorie. Sul tavolo un portacandele di vetro con acqua e piccoli lumini galleggianti, che cosa rilassante pensavo, il morellino servito in bicchieri di ceramica e che bella chiaccherata dai toni morbidi. Bevo vino spesso da qualche tempo, ma poco importa se dopo la casa si popola di sguardi amichevoli, siamo sempre i soliti poi alla fine, in contesti diversi, ognuno con i suoi impicci e le tante sfighe, del resto un po’ come tutti immagino. La cioccolata calda la reclamano quando la serata si spegne. Trovo davvero curioso che in ogni casa dove vado ultimamente comprano cacao, latte e farina in quantità industriale.

The black Dahlia

Posted in Film fuori concorso on 22 gennaio 2007 by nonsonounacommessa

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Trama

‘Il film, pur essendo stato girato nella sua quasi totalità in Bulgaria, riesce, infatti, a trasmettere allo spettatore un senso di decadenza e violenza, in cui i rapporti umani sono difficili e molto complessi; tutti i personaggi rappresentati nascondono agli altri parte della verità, in un gioco reciproco d’inganno’.

**** Quattro stelle.

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Le cinque cose…

Posted in Catene on 17 gennaio 2007 by nonsonounacommessa

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Anch’io come Marco speravo di non dare nell’occhio, ma non mi ha nominata solo lui, l’ha fatto anche lei. Non posso certo dire che le catene mi facciano impazzire, ma questa la trovo carina.

Primo punto importante, da non sottovalutare e da conoscere, sono aracnofobica, ma di quelle che se non volendo vedono un ragno nelle vicinanze, diventano Fiona May, della serie corro talmente veloce che le ginocchia mi sfiorano il naso. Nella seconda delle ipotesi, se ce l’ho addosso, resto immobile, senza parlare e ti guardo con gli occhi sgranati nella speranza che qualcuno mi aiuti senza necessariamente urlare ed improvvisare una danza tribale.

_ Secondo punto, quando ero piccola, invece di ricoprire ruoli importanti, già miravo basso, tipo il sogno di tutte le bambine vocalmente dotate era quello di divenire una star solista, io no, desideravo diventare corista, magari affiancare una grande star, ma sempre di ruolo secondario si trattava. Così oggi da ventottenne matura mi sono convinta dell’idea di essere una complessata, ma non lo do a vedere perché la sono nella natura del mio pensiero. Ho imparato ad essere umile da molto piccola, già quando con mia cugina si giocava a Barbie, io ero sempre quella povera, quella sfigata che s’innamorava del Big Jim di mio fratello, mai del biondissimo Ken con la corvette nera e con il chiodo alla Georgie Michael. Per esempio ricordo che una volta un bel pezzo di ragazzo, in una discoteca, dopo una serie di ammiccamenti mi venne a chiedere se avevo problemi di vista, mi dovetti giustificare per una buona mezz’ora, davvero credevo che ce l’avesse con quella seduta dietro di me.

_ Terzo punto, un po’ me ne vergogno perché fa molto Dolce & Gabbana e Roberto Cavalli, chè io di moda me ne intendo proprio poco e non vorrei passare per quella che invece ne capisce, sia mai che tutta questa femminilità invada il mio essere, insomma lo dico, amo il leopardato e tutte quelle stoffe che ricordano la fauna africana. Mi sono limitata al salotto nella nuova casa, anche se i miei amici sanno sempre cosa regalarmi e così ho la casa piena di oggetti maculati e decisamente etnici sparsi in tutte le stanze, perfino in cucina. Ultimamente però sto cercando di convertirmi al rosso, più è acceso ed egocentrico e più mi piace. Anche Gioia comincia ad apprezzare .

_ Quarto punto, mi sono sempre rifiutata di giocare al gioco della bottiglia, ero terrorizzata dall’idea di farmi vedere imbarazzata per un eventuale sorte che potesse comprendere il baciare qualcuno, chè magari poi aveva l’apparecchio e ci rimanevi male, meglio costruire rampe per lo skate nel garage dell’amico.

_ Quinto punto e questo fa un po’ male. Quando salgo sul ring spesso gioco sulla psicologia dell’avversario, dicono che subisco una trasformazione ed effettivamente il casco, il paradenti e l’occasionale occhio nero non aiutano a pensarla diversamente, anche se come dice lui, non ho l’espressione del viso rassicurante già di mio. Insomma una vera tigre della Malesia.
Passo il turno a:
Davidlog
OscarFerrari
Dippy
Frikky

Ovviamente se ne avete voglia, sia chiaro.

Quella gita

Posted in Diario on 11 gennaio 2007 by nonsonounacommessa


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Non sono mai stata una tipa romantica, ma spesso dopo un pomeriggio a cavallo della mia bmx insieme ai teppistelli del paese, tornavo a casa e fra le quattro mura della mia camera, dove nessuno poteva vedermi, ascoltavo Cindy Lauper e con aria sognante fantasticavo sull’amore.
Avevo tredici anni, il mio primo bacio fu un vero disastro. Questa mattina ho avuto una visione, era proprio lui, colui che mi aveva fatto capire quanto l’amore a volte potesse essere crudele. Era a pochi metri da me e mentre si affrettava a mettere la spesa nelle buste, una graziosa fanciulletta su un passeggino color pesca lo attendeva, era sua figlia e lui era meraviglioso in versione paterna. Avrei voluto chiedergli tante cose ma una serie di ricordi imbarazzanti paralizzò l’istinto e rimasi a guardarlo in silenzio.
Quell’immagine mi aveva scosso così tanto che appena sono salita in macchina mi sono accesa una sigaretta e nervosamente ho cominciato a picchiettare le dita sul volante per qualche secondo, lo trovo snervante ma spesso lo faccio.
L’avevo involontariamente rimosso dalla memoria e adesso ne conoscevo il motivo. Se non fossi andata a quella gita non avrei mai saputo quanto lui ci tenesse, era il mio vicino di banco, sapeva tutto di me, di chi ero innamorata, chi non sopportavo, frequentavamo anche il corso di tiro con l’arco e ricordo che in quelle ore parlavamo tantissimo e non vi nego che per farmi più grande mi abbandonavo a fantasiosi racconti delle mie estati in Sardegna. Segretamente scriveva poesie, conservava i miei bigliettini dei compiti in classe e appiccicava con lo scotch i capelli che perdevo sul banco su un diario. Dovevano passare tre lunghissimi anni prima di sputare il rospo, così in gita, nell’euforia di fine anno, mi prese da parte e nei giardini di un parco a Volterra mi stampò un bacio sulle labbra, le mie erano decisamente serrate dall’imbarazzo del momento. Non avendo retto il mio sguardo scomparve tra gli alberi. Appena il sangue riprese a circolare nelle vene , mi avvicinai alla fontanella di marmo a pochi passi da me, mi aveva lasciato della saliva e la cosa non mi fece tanto piacere, mi sciacquai la bocca ripetutamente con fare un po’ schifato e indovinate chi c’era li a godersi tutta la scena mentre tentava di mimetizzarsi fra i cespugli? Il suo sguardo atterrito mi fece sentire un’enorme merda.
Alla fine degli esami di terza media mi regalò il diario dove aveva scritto tutte quelle cose che mai mi aveva confessato, era meglio che lo tenessi io diceva, chè probabilmente frequentando due scuole diverse non ci saremmo più visti e c’aveva preso infatti, non l’avevo mai rivisto fino ad oggi.
Pensai a lui per molto tempo. Ancora non me la perdono quella clamorosa figuraccia.

Hooligans

Posted in Film fuori concorso on 5 gennaio 2007 by nonsonounacommessa

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Trama

‘Gli Hooligans sono un problema noto e purtroppo sempre più comune anche in Italia. Questi sono tifosi, principalmente di squadre di calcio, esagitati che terminano ogni gara completamente ubriachi e ansiosi di “fare rissa”, cosa che regolarmente succede. Il film Hooligans tratta questo problema da dentro, dando una prospettiva nuova ed originale. Chi vuole conoscere un mondo purtroppo a tutti noi così vicino, troverà questo film estremamente interessante.’

**** stelle