Archivio per febbraio, 2007

Barbie

Posted in Globo terracqueo on 28 febbraio 2007 by nonsonounacommessa

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Prima o poi ci arrivavo, mica la risparmiavo. Lei è il diavolo anche se non veste Prada.
Ditemi quante ve ne hanno regalate, forza dai.. A me troppe, talmente tante che ormai mi contorcevo come loro, chè credevo fosse naturale esser così, contorsionista dico. Ricordo quando passeggiavo fra le vetrine del centro, il rosa shocking m’incantava come poche cose al mondo, e non potevo resisterle, dovevo necessariamente spiaccicare il mio naso contro la vetrina, e categoricamente venivo guardata male dalla Signora Matteoli, la proprietaria.
All’età di otto anni volevo essere come lei, così inverosimilmente platinata, con quel bel nasino alla francese, e con quel fisico da Baywatch, Pamela ne è l’autentica incarnazione. Le cambiavo l’abito e la pettinatura almeno una volta ogni ora di gioco, come fosse una Star. Le nostre madri ignare di tutto ci facevano riunire, e ognuna di noi si vantava dei nuovi accessori, si finiva per litigare quasi sempre, e spesso qualcosa mi spariva, tra l’altro qualche anno dopo capìì chi era stata, e mi vendicai. Barbie ti fa fare strane cose, ti fa desiderare troppo, vorresti sempre abiti nuovi e diventi dannatamente invidiosa. Ora riesco anche a perdonarla la mia amichetta ripensandoci. Poi arrivi ai dieci anni, e due cose site sul petto cominciano a prendere forma, allora a Barbie ci giochi di meno, chè ti rendi conto che tu non hai un metro e quaranta di gambe, una vita da apetta, due bocce da Venusia e un viso da vacchetta slavata
Ho lottato per resistergli, loro mi fissavano e sembrava mi chiamassero, ma poi presi un paio di scatoloni e senza esitare, ce le ficcai dentro tutte, mi feci aiutare dal Red (il puzzola) e le buttai in cantina, al buio e alla muffa. La sera me ne pentìì, ma ce la feci ad uscire dal tunnel della dipendenza.
E arrivò finalmente l’epoca dello skate, poi del cinquantino special e dell’abbigliamento yo yo. Ne vieni a capo dopo anni, quando tua madre vuole a tutti i costi presentarti come una femmina, e tu sembri SnoopDog, mentre lei preferisce una Brithney a te che ti senti una sorella nera. E Brithney secondo voi a cosa giocava prima di divenire tale, guardate come si finisce ad abusarne.
La Barbie è il diavolo, lei pare al tuo servizio, ma sei tu che le dai vita.

Scaricatevi questa, Amy Winehouse è diventata come una droga.

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Parole…parole…

Posted in Diario on 26 febbraio 2007 by nonsonounacommessa

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– Torno da Verona e Nadia mi sbarbotta qualcosa del tipo, che ti sei lasciata insomma…
– Corrono veloci le notizie.
– Ma perchè? Non è venuto a prenderti vero?
– E’ stata l’ennesima prova, ovviamente non ci teneva, più palese di così!
– E tu scusa? Che hai fatto?
– Gli ho inventato una balla, gli ho detto che gli ho messo le corna.
– Ma perchè scusa, non riesco a capire?
– Ho tagliato la testa al toro.
– E lui se l’è bevuta, dai non ci posso credere…
– Purtroppo sì, se l’è bevuta.

Sabato

Posted in Musica on 24 febbraio 2007 by nonsonounacommessa


Sarà perchè guardare un uomo dormire mi fa sempre uno strano effetto, o forse sarà colpa di questo timido sole matutino, ma un’ora fa mentre spazzavo sognavo ad occhi aperti e questa canzone aiutava parecchio, a sognare dico.

Iperio

Posted in Diario on 24 febbraio 2007 by nonsonounacommessa

 

dedicato a nonsonounacommessa

Febbraio 23rd, 2007

 

 

Follow your bliss, originally uploaded by IrenaS.

Cambiano i cieli, ma non il proprio spirito, quelli che corrono attraverso il mare.
Orazio Flacco

Le cinque cose vergognose che non direi mai ad alta voce

Posted in Catene on 22 febbraio 2007 by nonsonounacommessa

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Grazie Marco, cercherò di fare del mio meglio, anche se la scelta è molto vasta.

– Sono una ritardataria, di quelle vere, di quelle che se ti danno un orario arrivano due ore dopo con lo scazzo addosso, chè sicuramente è successo qualcosa e quando va bene mi hanno solo tamponato…

– Tutte le volte che mangio m’impadello, le felpe soprattutto. Questo succede perchè invece di mangiare al tavolo come tutti i cristiani, preferisco il divano magari mentre guardo un film, e spesso accade che m’incanto come una bambina e lascio la forchetta con il cibo sospesa in aria e puntualmente un po’ di cibo mi cade sulla maglia. Menomale che da dieci anni a questa parte mi faccio il bucato da sola, chè mia madre la cosa me la faceva pesare e non poco.

– Adoro polemizzare, non sono contenta se non dico la mia sempre e comunque. Mi porto dietro il nomignolo della sputasentenze dai tempi del liceo, i miei amici godono una cifra nel notare la mia irriducibile schiettezza quando parlo per la prima volta con qualcuno che ovviamente non sa con chi ha a che fare. Tollero i peli sul culo ma non quelli sulla lingua e so che posso stare simpatica ad una persona su dieci, ne sono consapevole. In breve, sono una stracciamaroni.

– Fumo un pacchetto di sigarette al giorno e non dovrei, chè sono una sportiva e così facendo mi si spezza il fiato dopo tre quarti d’ora di corsa.

– La mattina sono inguardabile ed intrattabile. Difficilmente parlo e mi ci vuole almeno un’ ora prima di connettermi col mondo esterno, solo dopo la colazione riesco a dire buongiorno e a non guardarti come faceva Linda Blair nel film l’Esorcista. Il mio ex ne ha provate di ogni, ma non c’è stato verso, il buongiorno si vede dal mattino e lui aveva capito come comportarsi.

Vorrei aggiungere un sesto punto, chè magari non si era capito, ma ho un carattere di m…a e un po’ me ne vergogno.

Passo la catena a Oscar, Brì, Ross, Master ed infine la Guressa, che lo potrà fare qui o da Oscar.

Se la fate vedere ai vostri figli, giuro che vengo li eh!

Posted in Globo terracqueo on 20 febbraio 2007 by nonsonounacommessa

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Dopo che lei mie orecchie udirono ciò, non vi fu pace ed il mio intelletto cominciò a macchinare cattivi pensieri, ma non vi preoccupate ho ancora bene impresso il tripudio scatenatosi subito dopo, e ve ne illustrerò i passaggi.
‘Le donne sono perfide e possiedono arti subdole, date ad una donna un dito e lei si prenderà tutto il braccio’, firmato Brontolo 1937; e che cosa siamo? mostruose approfittatrici?, cioè fatemi capire, meglio educarci da piccoli per poter ricoprire i giusti ruoli da grandi? La povera Biancaneve, con i suoi tre globuli rossi fa la sguattera nella sua casa, come anche sua cugina Cenerentola tra l’altro, orfana e con matrigna, evvai con il luogo comune, che fantasia, bellissima intonatissima agile ed elegante come un’antilope, ma tutte avevano frequentato la scuola di Amici di Maria De filippi? Quale arma migliore per poter far crescere i complessi ad una fanciulletta in erba, che se li porterà dietro a vita perchè non è nata bella intonata e volteggiante come una trottola, con quelle caviglie fini fini e questa personalità casta e pura! E degli animali che le parlano e ballano e ridono e cantano e la baciano e le fanno vedere un mondo luminoso e paradisiaco dove tutto è possibile e nulla ci tange, ma di cosa si faceva la ragazza, peyota, skunk, acidi, no forse trip…
Lei è Biancaneve, quella buona vorrebbero darci da intendere, ma non è così. La sua matrigna é la Regina cattiva, una donna ossessionata dall’idea d’invecchiare e quindi perdere la sua maestosa bellezza, ettepareva che non c’era la stronza della situazione invidiosa fino al midollo, che cerca a tutti i costi di emergere, che poi noi donne lo siamo un po’ tutte, quando vediamo le compagne degli ex, quando siamo sposate diventiamo gelose delle veline, quando siamo madri lo siamo con le nuore, quando siamo nonne lo siamo con le altre nonne, eccheppalle! Inutile dirlo, ma venderemmo l’anima al diavolo pur di non invecchiare e perdere il nostro fascino, e non fate quelle se ne fregano, chè la vita la prendono come viene e la vecchiaia a loro non fa paura.
Nella scena iniziale la bella incontra il Principe ed è subito amore, eccola la, si è fatta subito spettinare l’ormone dal primo che passa, ma guarda il caso a volte, lui è intonato e sa ballare, sembra Milton in calzamaglia, con quel bel sorriso Durbans e il taglio di capelli composto, quasi plastico, alla Paolo Villaggio in Grandi Magazzini. Poi perchè azzurro?, non era solo azzurro, aveva il mantello rosso e la calzamaglia blu scuro, il cappello color noce, tra l’altro gusto zero, questo abbinamento di colori è un pugno in un occhio.
Anche qui vorrei sorvolare ma non resisto, parliamo di Cucciolo, non è tenero come sembra, non fa altro che importunare Biancaneve, un maniacodepressivo direi, dai sei il più bruttino, hai le orecchie che sembrano due parabole ed in più non spiaccichi una parola, come puoi pensare di piacerle. Pensate però a tutti e sette, non è triste che questi si prostituiscano con la vana speranza che riescano a cavarne qualcosa, che squallore dai, non facciamo credere ai bambini che l’importante è essere belli dentro perchè non è vero! Se non sei bella e non ci provi neppure ad esserlo, vai poco lontano e la pretendi anche nel compagno, visto che ti sforzi tanto per esserla, magari si potesse andare in giro con un cartello, ‘ciao sono bella dentro io’…
Ma poi questi poveri nani, ma come si fa a mettere un pezzo di gnocca così in una casa di nani vergini, che lavorano tutto il giorno in miniera, che non si lavano dal trentasette e non hanno mai visto una donna, ma l’avranno immaginata credo e sapranno di certo come funzionano le cose, che crudeltà, peggio di un Grande Fratello.
Brontolo è il detto impersonificato del tira più un pelo di Bianca, che un carro di buoi…
Ancora più originale la metafora sull’amore; ‘sta celebrolesa era così arrapata da non accorgersi che lo stesso bruto che l’aveva accompagnata a raccogliere margheritine, le voleva strappare il cuore e metterlo nel cofanetto di Sailor Moon per portarlo alla matrigna indignata, già uno con quella faccia voglio dire, ma questi la risparmia, non si fa niente per niente, chissà cos’avrà voluto in cambio, ma non ce lo fanno vedere.
Quando la Regina fu messa al corrente dallo Specchio magico, della serie fatti i cazzi tuoi che campi cent’anni, con le famose arti subdole fa fuori Biancaneve e indovinate con che frutto? La mela, vi dice qualcosa? Adamo ed Eva da cosa furono tratti in inganno?, pure la religione ci buttiamo che fa bello, tanto per non far violenze mentali, chè poi non è un frutto soddisfacente e forse anche la sua reputazione ci si mette. Poi, non te lo insegnano da piccoli di non parlare con gli sconosciuti?
Una volta stecchita, ovviamente il Principe, che ce l’avrà un cazzo di nome, si è sbattuto a destra e a manca per trovarla, poi è partito per Cuba e quando è tornato gli ha mandato un sms, ma hanno risposto i nani che lo hanno aggiornato sui nuovi eventi, e l’innominato che fa.., improvvisa un’entrata alla Fred Astaire e con la sua voce e le sue labbra potrà ridarle la vita…
Ci educano alla speranza e all’inzerbinaggio da piccole, e noi cresciamo con ‘sta angoscia che senza un uomo non abbiamo senso, solo con loro potremo averne.
E concludo col dire che questa fiaba è straziante, mica te lo dicono che un uomo te ne fa di ogni e la donna adotta a vita un ragionamento emotivo e non razionale. Mi duole sparar codeste freddure ma la Regina è la sola a guadagnarsi l’Oscar come miglior attrice non protagonista, lei è single, vive per se stessa e si farebbe ammazzare per i suoi valori, chè poi a parer mio, era molto più gnocca di Biancaneve, perlomeno era più trendy.
Rifletteteci.

L’amore di Milly

Posted in Diario on 19 febbraio 2007 by nonsonounacommessa

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Era estate e d’ estate si sa che cambia il clima e a volte non solo quello. Sarà colpa delle giornate che non passano più veloci, dei profumi trascinati dal vento del mare o solo la voglia di riscoprirsi donna ancora una volta. La storia d’amore di Milly non andava proprio come doveva andare e successe nell’afoso Agosto, che lei non trovava più interesse nei confronti del suo compagno, cosa che dopo anni poteva anche accadere, ma non se lo spiegava e anche se non lo dava a vedere si accusava in cuor suo di provare un tale sentimento .
L’amore può anche finire insomma nulla è eterno. Accadde che Milly cominciò a guardarsi intorno e chi mai poteva immaginare ciò che sto per raccontare. Fu grazie ad un’amica, che Milly ebbe il piacere di conoscere Merdok. Lui era gentile e misterioso, si fece camminare giono dopo giorno e senza che i due lo sapessero, si ritrovarono a condividere qualcosa di più di una semplice infatuazione, almeno per lei dico. Milly cominciò a denudarsi al mondo, lui le aveva preso la testa, trascorrevano notti a parlare e a condividere quel poco che la lontananza gli aveva lasciato. Arrivò Settembre e Milly prese la grande decisione, il suo compagno soffrì e lei come una ladra le aveva portato via tre quarti di cuore, ma la passione per Merdok la bruciava giorno per giorno e senza remore abbandonò il malcapitato alle sue pene d’amor perduto. Una convivenza che durava da tre lunghi anni, quelle dove non esistono verità nascoste, dove si è una mela intera perchè ci si è trovati a metà, e per essere felici bisognava unirle, la teoria di Platone per farla breve. Dio solo sa quanto lui l’amava, si unirono in un lontano ventisette febbraio, i due si erano promessi amore eterno, ma si sa che le cose belle bruciano in un lampo. Forse era proprio colpa di Milly e questo suo vivere troppo le persone che la faceva infuocare all’improvviso e la spegneva con un soffio. Se solo avesse saputo che cosa il destino le stesse riservando, probabilmente non si sarebbe mai spinta oltre, ma l’amore si sa è fatto di sfumature e non basta solo l’esperienza per capire se gli occhi che si usano sono quelli giusti. Merdok era per lei un nuovo mondo da esplorare, un mondo che l’attraeva come succede ai poli. Finalmente la lontananza si fece da parte e i due riuscirono ad annusare i loro corpi, ma la realtà quando ci si mette è proprio bastarda. Milly capì presto che Merdok l’avrebbe calpestata come si fa ad un prato e lei ormai svestita di quella maschera non avrebbe potuto più tornare sui suoi passi. Passò del tempo e Milly cominciava a capire, ma s’ingannava nel suo dicendosi che Merdok le avrebbe insegnato molto, o almeno sperava che lui non la svuotasse del tutto della sua essenza. Oltre alla realtà, anche l’amore quando ci si mette non scherza, si vide strappare via i pezzi di ciò che gli anni le avevano insegnato sull’amore come si fa con i petali delle margherite, non c’erano mezze mele, ma mele intere per imparare ad amare, non c’erano dipendenze ma spazi vitali troppo ampi per condividere un amore, per non parlare di proprietà, nessuno è di nessuno, il semplice ‘sei mia’ e tu ‘sei mio’ erano parole troppo banali per Merdok. Purtroppo due modi diversi di amare non vanno mai per mano, ognuno va dove meglio gli conviene e Milly lo faceva, ma per mano non c’era più nessuno. L’inverno arrivò e Merdok cominciò ad avere strani pensieri, si accorse di non amare Milly, ma non glielo disse mai con convinzione. Milly lo aveva già capito da tempo, al suo ‘ti amo’ non v’era risposta e al suo ‘mi manchi’ niente di davvero sentito. Milly non era forte come tutti pensavano, le sue debolezze le si sfogavano addosso. S’interrogò spesso dei suoi malesseri e prese coscienza un giorno di voler migliorarsi, tanto per dimostrare a se stessa, almeno una volta quanto valesse e funzionò, divenne bella come un cigno e riuscì ad intravedere il suo cammino. Ovviamente Merdok aveva fatto altrettanto nel tempo. Milly si riscoprì sola ancora una volta, senza più niente per cui lottare ed una felicità tanto sperata ormai troppo lontana. Ci vuole del coraggio per fare ciò che fece. Milly aveva imparato dal migliore, usava gli altri per sentirsi viva, proprio come aveva fatto Merdok. Milly ora è felice ha ritrovato l’amore. Se penso a Merdok, una frase mi torna alla memoria:
‘Il mondo si sa per tre quarti è di mare e c’è chi fa il morto per non annegare’.

Milly e Merdok esistono, ma quelli non sono i loro nomi ovviamente…