Diario

I pomodori del vicino, sono sempre più rossi..

Erano anni che desideravo farlo, e finalmente dopo una serie di fatiche sovrumane, il mio orto comincia a buttar fuori i primi frutti.. Ci siamo divertiti a piantar pomodori e zucchine, poi non contenti abbiamo piantato pure il basilico e i peperoni. Sarebbe bello poter mangiar pomodori della mia terra, poter fare come Oscar, inorgoglito dai suoi meravigliosi rapanelli.

Proprio stamani mentre ammiravo il mio orticello ho visto che il mio vicino voleva dirmi qualcosa, allora mi sono avvicinata alla rete e ci siamo salutati. Gli ho fatto qualche domanda, chè il suo orto è veramente splendido, e lui mi ha dato qualche dritta, poi alla fine mi è venuto da chiederglielo, ma come fanno i tuoi pomodori ad essere già così rossi, e quanti sono poi, saranno trecento piante, e lui, tutto merito della mia famiglia, dove ora crescono i pomodori, c’era la nostra fossa biologica!

Ah ecco, ho pensato, quest’ estate mangio solo i miei eh..

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Volevo scrivere un post

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Per cinque giorni ho avuto la febbre, ho avuto la febbre alta alta. Io che non prendevo la febbre alta alta erano almeno dieci, o forse dodici anni che non la prendevo. Mi sembrava di avere una cintura, come quella che si mette ai pantaloni, intorno alla testa, la testa infatti me la sentivo strizzare, me la volevo staccare via dal dolore, e il dolore mi faceva diventare la pelle della faccia bollente e umidiccia. Provavo a dormire ma la testa mi faceva star male, allora mi sedevo sul letto, ma nella testa mi pareva d’aver martelli, allora poi mi alzavo e cominciava la tosse. Mentre tossivo mi sentivo strizzare la testa, e poi quando ingoiavo la saliva, mi sentivo un altro dolore alle orecchie. Mi solleticavano le orecchie quando tossivo, e mi venivano anche delle fitte dietro alle orecchie, come quando si prende il fresco alle orecchie, che lo prendi anche al mare, che poi devi fare gli impacchi alla camomilla. Mia madre quando ero piccola me li faceva gli impacchi, mi diceva, li devi fare gli impacchi che dopo starai bene, e dopo poi ci aveva ragione mia madre, dopo stavo bene. Quando provavo a stare seduta con i tre cuscini dietro la schiena, che mi sentivo come una regina sul trono, prendevo il pc e me lo mettevo sulle gambe e provavo a leggere qualcosa. Resistevo dieci minuti e poi mi veniva da chiudere gli occhi, chiudevo gli occhi per cinque minuti, poi rileggevo, e per almeno venti volte di seguito credo d’averlo fatto. Mi dicevo che dovevo scrivere un post, ma poi non sapevo cosa scrivere nel post, mica posso scrivere un post che non dice niente, che poi come si fa a scrivere qualcosa che non dice niente, io non ho mai letto niente che non dicesse niente, che lo scrivere è fatto di parole e le parole qualcosa dicono. Allora alla fine mi son convinta, ho preso carta e penna perchè il pc era troppo distante, e se poi mi veniva da fare una pausa delle mie, mi potevano prender fuoco le gambe a tenerlo acceso sulle gambe. Mi sono messa gli occhiali e ho subito scritto una frase: io sono un’osservatrice, una persona che osserva vuol dire che ha una posizione. Poi ho buttato indietro la testa, ho appoggiato carta e penna, e ho dormito per qualche ora. Tre giorni sono passati da quando ho scritto quella frase, volevo scrivere un post e iniziarlo con quella frase li, ma chi ce la faceva a scrivere un post con la febbre a trentanove.