Archivio per maggio, 2007

Devo smettere!

Posted in Diario on 30 maggio 2007 by nonsonounacommessa

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Lunedì sono andata dal medico della federazione, mi ha visitata e mi ha fatto una bella foto ai polmoncini..

Lui- Kiara, ti alleni tutti i giorni e va bene, ma non ti accorgi che impieghi sempre più tempo, prima che ti si spezzi il fiato?

Io- Non saprei.. ma se lo dice lei, mi fido..

Lui- Quante ne fumi?

Io- (Ora gli racconto una palla, se no chiude il lettino in due, con me dentro però..) Ne fumo parecchie..

Lui- Tipo?

Io- (Ora gli dico la verità, chè io le palle non le so raccontare, e lui è medico, magari lo sa già quante ne fumo e questa è una domanda a trabocchetto..) Quindici, a volte anche un pacchetto, dipende dal periodo, se sono in preparazione fumo meno, non saprei fare una media, tra quelle che mi scroccano e quelle che lascio nel posacenere fuori per servire un cliente.. (Sono una fottutabugiardafumatriceincallita, manco non lo sapessi che fa male, stronza!)

Lui- (Sorriso di quello che sta dicendo, ti conosco mascherina..) Se tu riuscissi a fumarne tre, sarebbe una gran cosa, che se poi ci pensi la sigaretta te la gusti dopo il caffè la mattina e dopo i pasti.

Io- Non bevo caffè, e poi io di sigarette me ne gusto più di tre..

Lui- Prova a riflettere, io ti parlo da ex fumatore, a me le sigarette lasciavano un cattivo sapore in bocca, ed ero alla continua ricerca di caramelle, per non parlare dei caffè che bevevo.. La sigaretta accellera il metabolismo, dopo mangiato è l’ideale, ancora mi manca, ma lontano dai pasti, credimi, perde il suo gusto.

Io- (Oggi ho voglia di polemizzare..) Ci farò caso, e comunque son dell’idea che tre son poche.. io me la gusto anche in altri momenti..

Lui- Appunto, io ho smesso di fare anche quello..

Io- Grazie per il consiglio, arrivederci! (Mi sono trattenuta fino all’ascensore, una volta entrata ho cominciato a ridere, chè sua moglie la conosco da anni.)

You might need somebody

Posted in Diario on 26 maggio 2007 by nonsonounacommessa

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Io me lo chiedo, gli altri se lo chiedono, ci si fa delle domande e il più delle volte si finge di non conoscere le risposte. L’amore, l’affetto, la passione, quale uomo o donna potrebbero mai farne a meno. Tempo fa credevo che da una relazione si potessero trarre solo benefici, ma nel corso degli anni il mio pensiero su tali sentimenti si è modellato come un pupazzo di plastilina. Io non sono una che dell’amore non sa che farne, ne ho dato tanto, ne ho ricevuto molto, ma in fondo poi cos’è rimasto, consapevolezza forse, quella consapevolezza che ti porta a rinunciare a qualcosa di straordinariamente bello, solo per paura di soffrire nuovamente, di sentire ancora quella presa allo stomaco che ti spezza in due e ti scaraventa in un angolo. Tutta la notte ho pensato. Ho sperato di addormentarmi e sognare belle cose, ho passato le mani su tutto il materasso, mi sono contorta per ore cercando quel tuttuno col respiro che ti accompagna delicatamente al sonno, ma niente da fare, mi sono seduta sul letto, ho incrociato le gambe e ho rilassato il collo. Ho pensato a noi. Ho tentato di ricordare cosa provavo quando ancora tutto doveva succedere, ho cercato di convincermi che emozioni così ne ho provate sempre meno, ho sperato fino all’ultimo di essermi ingannata nel mio, dicendomi che si cresce e si cambia, ed infine ho ipotizzato una risposta, cruda, diretta, anche ai sentimenti ci si può fare l’abitudine. Abbiamo parlato molto ieri sera io e lei, abbiamo parlato di lui e ho cercato di raccontarle di noi, di quello che siamo realmente e di quanto male spesso ci facciamo con le parole. Lei forse ha capito, e d’ora in poi non le verrà più in mente di chiedermi il perchè di tanta tristezza negli occhi, adesso conosce un’altra parte di me, quella scevra da egoismi che da spazio alla razionalità, quella parte che placa gli istinti e porta alla rinuncia. Sicura che stai bene, mi ha detto prima di andarsene, si, le ho accennato con lo sguardo, ci siamo salutate, parlarne mi ha fatto bene ho subito pensato. Ripensandoci invece, non mi aveva fatto bene per niente parlarne, chè se stavo piangendo, vuol dire che non ero poi così convinta.

Campioni d’europa!

Posted in Globo terracqueo on 23 maggio 2007 by nonsonounacommessa


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Non solo meme..

Posted in Catene on 22 maggio 2007 by nonsonounacommessa

Chi sono i blogger che inviterei a prendere un aperitivo? questa l’ho fregata a Daniele..

Sicuramente opterei per un bel locale sul mare, con una veranda spaziosa, ed una vista mozzafiato, chè non saremo in pochi, già lo so..

Ecco la lista dei miei invitati:

 

Chi volesse farla..

E poi.. ragazzi io mi sono organizzata per stasera, sono andata all’iper e mi sono assicurata che nessuna delle mie vicine mi fregasse nulla.. e comunque vada amici milanisti, sarà un successo.. ehm ehm..

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E’ tempo di gelato

Posted in Globo terracqueo on 21 maggio 2007 by nonsonounacommessa

Io e Niki.

io- che voglia di gelato che ho!

lui- ce lo prendiamo uno?

io- ok dai, te come lo vuoi?

lui- rigorosamente nella coppetta..

io- perchè rigorosamente? non ti piace la cialda?

lui- no no, anzi, ma mi sento ridicolo davanti agli altri, e poi guardati intorno, guarda quello per esempio, cosa sembra che stia facendo?

io- ma smettila..

lui- invece voi donne è bello guardarvi mentre mangiate il gelato, certo bisogna anche saperlo fare, e soprattutto si capiscono tante cose..

io- Ah ecco, adesso ho capito perchè al primo appuntamento ci invitate sempre a prendere un gelato!


 

Constatazioni

Posted in Diario on 18 maggio 2007 by nonsonounacommessa

Da un po’ di tempo osservo la gente con più stupore e curiosità, sarà stanchezza o semplicemente demotivazione, ma come dice il buon Adriano, esco di rado e parlo ancora meno. La verità è che per me non è importante capirne la causa, quello che mi piacerebbe realmente fare è di tollerarla questa cosa. Saranno anche gli anni che passano, il vissuto ci sembra sempre più vissuto e il futuro lo si può toccare allungando una mano. Adesso io sono felice, mica mi lamento, però spesso davanti allo specchio mi pongo dei quesiti e per giorni, a volte mesi, ci penso di continuo. Probabilmente dovrei essere meno sarcastica anche con me stessa, certo riuscire a prendersi per il culo non è da tutti, e neppure posso negare che questo mio fare pirandelliano non mi appartenga, indi per cui, vivo con la consapevolezza che questo essere incline all’humour sia insito nel mio codice genetico. Questa consapevolezza mi porta ad un’altra ancor più amara consapevolezza, la colpa è di mio padre, le sue frasi retoriche, le frecciatine che senti arrivare a stormi, ed infine la sua faccia a culo, in senso buono intendo. Lui è un maestro con le parole e forse Valentino ha ragione a chiamarmi Paolina (mio padre si chiama Paolo).

Ad esempio, ore otto, in videoteca, questa mattina.

io- Buongiorno.

lui- Non si vede mica che ti sei alzata tre minuti fa..

io- .. ( non mi levo gli occhiali da sole, e questo vuol dire che sono parecchio irritata)

lui- Immagino tu sia andata a letto presto ieri sera, già a guardarti mi sembri di ottimo umore.

io- .. ( mi levo gli occhiali )

lui- Hai due Samsonite sotto agli occhi, sì, devo dire che sei proprio carina stamane, sembri lo zio Fester..

io- Sono a dieta da due settimane, mi sento un cesso, moralmente sono a pezzi e ho un sonno terribile, quindi, per favore..

lui- Si vede che sei a dieta.

io- Ah ssssì, e da cosa, mi vedi dimagrita?

lui- No, è che sei simpatica quanto una palata di merda sciolta..

io- Ah ecco..

Era per dire che, è proprio vero che il buongiorno si vede dal mattino..

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Pensavo m’avesse odiata

Posted in Globo terracqueo on 16 maggio 2007 by nonsonounacommessa

Sono le sette e sei minuti e il treno è già in ritardo. Devo essere a Pisa per una visita medica e non posso assolutamente ritardare. Ho l’ansia addosso anche se non sembra, il mio occhialone a quarantaduepollici nasconde la mia espressione seccata, meno male.. Speravo che nessuno si sedesse avanti a me e invece, dopo qualche secondo una coppia di studenti si lanciano sui seggiolini come fossero dei materassi. Quando ciò accade metto in atto una tattica infallibile. Ho imparato ad essere il meno palese possibile, aspetto la prima fermata e fingo di scendere, scocciarsi non serve e poi fa male alla salute. Finalmente parte. Oh che carini questi studenti innamorati penso, hanno pomiciato per soli undici minuti senza alcuna pausa… Quando il treno si ferma prendo su la borsa e me ne vado. Due carrozze più avanti trovo la sistemazione giusta, studente, solo, rayban scuri della serie ‘voglio dormire e non rompete’, mano al pacco e seduta molto scialata. Lui sposta le gambe e si ricompone, io mi siedo e lo ringrazio. Ecco, penso io, come mai si è ricomposto tutto, ma la mano è sempre lì. Lo vedo con la coda dell’occhio mentre armeggia con i jeans e il maglioncino. Sento arrivare l’imbarazzo, sicuramente mi ha beccata ed ora dalla vergogna vorrebbe farsi risucchiare dalla poltroncina. Dunque ripenso, allora hanno ragione i maschi quando dicono di soffrire al mattino, chè l’alzabandiera come dice mio cugino, non lo si può mica gestire. A quel punto potevo anche ripercorrere un altro paio di vagoni, ma il treno cominciava ad essere pienotto, e lo sbattimento me lo sarei risparmiato volentieri, già quest’ansia m’indisponeva. Ventiquattro minuti passati e la mano sempre sul pacco. Fortunatamente il ragazzo è arrivato a destinazione e mentre s’appresta ad alzarsi, sistema la giacca per coprirsi il davanti e teneramente mi piazza il culetto a quindici centimetri dal naso. Si allontana in tutta fretta tentando a tutti i costi di assumere un’andatura normale, e ancheggiante come un Verdone scende dal treno. Passa davanti al finestrino, si ferma e si toglie gli occhiali, mi guarda dispiaciuto e con rassegnazione, io gli sorrido, mica son maliziosa, e poi adesso lo so, chè l’alzabandiera è come il Natale, quando arriva arriva..

p.s visto che anche nel post prima si parlava di pacchi e poi, sono o non sono un blog erotico per dincibacco!