Archive for the Diario Category

OnLyShAllOw

Posted in Diario, Musica, Video on 11 maggio 2010 by nonsonounacommessa

Consapevolezze

Posted in Diario, Musica, Video on 21 ottobre 2009 by nonsonounacommessa

Anni mi ci sono voluti. Alla fine però poi son serviti, se analizzo il percorso penso sul serio d’essere arrivata nuovamente al Via. Sono soprattutto le persone che ti cambiano, tu cerchi di stare sulle tue, di non distrarti chè le distrazioni poi si pagano. Cambiano i tempi, comunicare diventa sempre più difficile e si cerca qualcosa di simile alla vita vera, un presente parallelo che ti aiuti a non pensare. La noia poi, quella si fa sentire quando ti fermi a riposare, ti senti così strano a non fare il tuo dovere, e quel leggero senso di colpa ti accompagna ora per ora. Scrivo e scrivo che mi passa, lo slogan del giorno, piove anche. Non ho da rimproverarmi nulla, rispondo così se mi si accusa, quando devo fare i conti con me stessa ancora non ho imparato ad incassare, i tempi di recupero tra una botta e l’altra sono sempre più lenti. Meno male che verranno tempi migliori mi dico, come se quello che già possiedo non contasse più di tanto, ma come si fa a diventare così ciechi e a non vedere ciò che di bello c’è..  eee come si fa, … si fa si fa…

Il bello c’è in tutto quello che faccio, ecco..

Si comincia sempre dal bicchiere mezzo pieno e poi, dico e poi..  si va avanti. Una volta ridevo di più, una volta ricordo anche che scivolavo a tutta velocità via dai problemi, il giorno dopo era acqua passata, una vita mi attendeva e di entusiasmo ne avevo da vendere. Ora sono cambiata, cambierò ancora lo so, in meglio o in peggio che importanza ha. Alle cose solo io posso dare un valore e devo dire che oggi già dare è una parola grossa.

Sono ancora viva.. per ora

Posted in Diario on 10 giugno 2009 by nonsonounacommessa

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A presto.

Che amarezza..

Posted in Diario, Musica on 28 febbraio 2009 by nonsonounacommessa

amarezza

E in questo periodo di profonda amarezza dico ‘voglia di scriver saltami addosso’. Non scrivo, non parlo, non esco, insomma non ci sto più dentro, sapevo che sarebbe successo, chè io come variabile della mia vita sono proprio imprevedibile. Avevo una carica qualche tempo fa, ora mi sento strizzare dalla gente come succede nei supermercati il sabato alle sei. Mi sto disintossicando da tutto, questa è la mia risposta a chi mi chiede che fine ho fatto, anche se a volte mi verrebbe da dire che sono andata a letto presto. La verità è che non so più se sono in grado di relazionarmi con gli altri. Gli altri poi. La maggior parte degli altri non mi va a genio, eppure non sono mai stata superficiale, ma ora mi ritrovo a fare i conti con una strana realtà, possibile mai che io mi sia tanto sottovalutata da avere questo tipo di frequentazioni così sterili.

Che amarezza.

L’ultima volta che sono uscita di casa per andare a far compere ho incontrato una persona che non vedevo da molto tempo. Non meriterebbe neppure d’esser menzionata, ma so con estrema certezza che è scattato tutto li, in quell’istante, quando ho riprovato quel senso di squallore nell’osservarla. Mi sono tornate in mente certe frasi, pomeriggi trascorsi a ridere e subito spazzati via da quella sensazione di squallore che mi bruciava nel petto. Se lei non recitasse la sua vita in quel modo magari non mi avrebbe fregata, e invece alla fine mi son leccata le ferite, perchè mi sta bene, perchè io dovrei essere superficiale e dovrei ripagare con la stessa moneta, e invece..

Che amarezza.

Allora son tornata a casa ho acceso la tivù, ho provato a non pensarla, a cestinare tutto, le frasi, i pomeriggi, le risate, ma niente, lei è entrata dentro come un virus, perchè lei è un virus. Ha fatto male a me, alle persone a me care e ripeto, non meriterebbe neppure d’esser menzionata però lo faccio, una volta, giusto per provare a vedere se la dimentico, come faccio con le cose che scrivo, per non lasciarla li a gravitare nella mia mente, chè non ne ho bisogno, chè non lo merita.

Che amarezza.

Son passati quattro giorni da quell’incontro, non sono più uscita, ho parlato poco e ho pensato troppo, forse non ci voleva proprio ora, o forse avevo bisogno di farmi stringere dalle pareti di casa, che per me ora sono una calda coperta e poi chissà, magari domani esco e provo a non pensare e a guardare giù a terra, perchè se mi guardo intorno, apparte qualcuno, mi vien da dire.. che amarezza..

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Psicanalisi

Posted in Diario on 9 gennaio 2009 by nonsonounacommessa

imgp2284Mi sono alzata con strani tarli per la testa. Immaginavo di abbracciare un albero e sentire nella pelle quel contatto tra cielo e terra. Forse ho fatto bene a tergiversare sullo scaldotto lo scorso pomeriggio. Io non so.. ma mi fa paura lo scaldotto, sarà a causa di quelle strane leggende metropolitane di gente carbonizzata e di materassi infuocati. Certo è vero che lo sbattimento c’è tutte le sere a riempire le borse dell’acqua calda, però bo, magari poi non è proprio uno sbattimento così pesante. Poi magari è solo un ciurlare nel manico il mio, chè lo scaldotto lo puoi levare una volta che il materasso si è scaldato, e vuoi mettere avere ogni centimetro del materasso caldo, invece di avere i peli intirizzi e cercare il caldo a chiazze.. Che poi io sono una che sul pane il companatico ce lo vuole bello steso sulla superficie, angoli compresi, allora non capisco questa mia presa di posizione. Cose strane queste. Forse ora che ho reso pubblica questa mia fobia da scaldotto smetto di ciurlare nel manico. Ci sono i saldi, probabilmente se il commerciante non m’incula lo pago anche la metà. Mo’ vedo.

I have a dream

Posted in Diario on 2 gennaio 2009 by nonsonounacommessa

mondo_salvadanaioCi sono persone che rincorrono un sogno per tutta la vita, e ci sono persone che invece non lo rincorrono solamente, ma lo coltivano sul serio il loro sogno, altrochè. Il mio amico Jonie è per me il più delle volte fonte d’ispirazione, lui,  il suo sogno è vedere il mondo,  e siccome non è che ha la fortuna del mantenuto, spesso si arrabatta. Ha l’arte dell’arrabattarsi si,  ce l’ha insita nel codice genetico. Allora ieri sera si parlava di viaggi futuri, di mete ganze e di cifre, si discuteva sul fatto che tutti si cerca di sopravvivere economicamente e in tempi magri sempre di cifre poi alla fine si parla. L’entusiasmo altrui ancora riesce a rassicurarmi, e io il Jonie lo ascolto, chè lui alla fine di ogni discorso ti da un consiglio. Arrabattarsi non è mica da tutti, trovare sempre un escamotage non è mica roba facile, ma lui io non so come faccia, perchè la roba che promuove poi è il primo a metterla in atto, quindi lui parla per esperienza ecco. Adesso non è che lui ha una grande esperienza perchè ha solo ventisei anni, però questa che ha detto ieri sera del salvadanaio,  io la trovo una roba pazzesca. Jonie infatti il salvadanaio lo usa per poi poter fare un viaggio, e ci mette dell’impegno tutti i giorni. Per esempio, se deve comprare le sigarette, e un pacco non gli basta e ne compra due, lui paga con cinque euro prima un pacchetto e con altre cinque euro l’altro. Insomma, gode nel raccimolare i resti di metallo, e pensa al suo sogno due o tre volte al giorno. Senza contare che se l’eurino non ce l’ hai in tasca perchè lo  metti nel salvadanaio, dell’estathè alle sei del pomeriggio ne puoi fare anche a meno, èd è anche una forma di risparmio e di riduzione dei consumi superflui. Addirittura cinquecento euro l’ultima volta ha messo da parte in pochi mesi, e a queste cose ci si rimane di sasso. A volte penso a lui come ad un Luther King del paese del marmo,  perchè lui ha un sogno e ci lavora su con dedizione, se poi ci aggiungi  l’arte dell’arrabattarsi è cosa fatta, chè lui in vacanza decide di andarci quando il salvadanaio è quasi pieno, e la caccia allo spicciolo è quasi un incentivo, una motivazione in più che ti aiuta a realizzare il tuo sogno in modo costante ed ingegnoso, senza dover stringere la cinghia all’ultimo, e  far vita ascetica per andare in vacanza. Una vera e propria ragion di vita mi vien da pensare. E bravo il Jonie e i suoi giovani consigli pieni di entusiasmo, proprio questo ci vuole oggi, buon senso, economia e sogni, sogni in quantità industriale, chè con tutto questo umano grigiore, io il Jonie, lo dico sempre che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

Ah dimenticavo.. il salvadanaio, rigorosamente di quelli che si devono spaccare, se no non c’è storia.

insomma.. le immagini parlano

Posted in Diario on 23 dicembre 2008 by nonsonounacommessa

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buone feste a tutti .