Diario · Musica

Consapevolezze

Anni mi ci sono voluti. Alla fine però poi son serviti, se analizzo il percorso penso sul serio d’essere arrivata nuovamente al Via. Sono soprattutto le persone che ti cambiano, tu cerchi di stare sulle tue, di non distrarti chè le distrazioni poi si pagano. Cambiano i tempi, comunicare diventa sempre più difficile e si cerca qualcosa di simile alla vita vera, un presente parallelo che ti aiuti a non pensare. La noia poi, quella si fa sentire quando ti fermi a riposare, ti senti così strano a non fare il tuo dovere, e quel leggero senso di colpa ti accompagna ora per ora. Scrivo e scrivo che mi passa, lo slogan del giorno, piove anche. Non ho da rimproverarmi nulla, rispondo così se mi si accusa, quando devo fare i conti con me stessa ancora non ho imparato ad incassare, i tempi di recupero tra una botta e l’altra sono sempre più lenti. Meno male che verranno tempi migliori mi dico, come se quello che già possiedo non contasse più di tanto, ma come si fa a diventare così ciechi e a non vedere ciò che di bello c’è..  eee come si fa, … si fa si fa…

Il bello c’è in tutto quello che faccio, ecco..

Si comincia sempre dal bicchiere mezzo pieno e poi, dico e poi..  si va avanti. Una volta ridevo di più, una volta ricordo anche che scivolavo a tutta velocità via dai problemi, il giorno dopo era acqua passata, una vita mi attendeva e di entusiasmo ne avevo da vendere. Ora sono cambiata, cambierò ancora lo so, in meglio o in peggio che importanza ha. Alle cose solo io posso dare un valore e devo dire che oggi già dare è una parola grossa.

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Diario · Musica

Che amarezza..

amarezza

E in questo periodo di profonda amarezza dico ‘voglia di scriver saltami addosso’. Non scrivo, non parlo, non esco, insomma non ci sto più dentro, sapevo che sarebbe successo, chè io come variabile della mia vita sono proprio imprevedibile. Avevo una carica qualche tempo fa, ora mi sento strizzare dalla gente come succede nei supermercati il sabato alle sei. Mi sto disintossicando da tutto, questa è la mia risposta a chi mi chiede che fine ho fatto, anche se a volte mi verrebbe da dire che sono andata a letto presto. La verità è che non so più se sono in grado di relazionarmi con gli altri. Gli altri poi. La maggior parte degli altri non mi va a genio, eppure non sono mai stata superficiale, ma ora mi ritrovo a fare i conti con una strana realtà, possibile mai che io mi sia tanto sottovalutata da avere questo tipo di frequentazioni così sterili.

Che amarezza.

L’ultima volta che sono uscita di casa per andare a far compere ho incontrato una persona che non vedevo da molto tempo. Non meriterebbe neppure d’esser menzionata, ma so con estrema certezza che è scattato tutto li, in quell’istante, quando ho riprovato quel senso di squallore nell’osservarla. Mi sono tornate in mente certe frasi, pomeriggi trascorsi a ridere e subito spazzati via da quella sensazione di squallore che mi bruciava nel petto. Se lei non recitasse la sua vita in quel modo magari non mi avrebbe fregata, e invece alla fine mi son leccata le ferite, perchè mi sta bene, perchè io dovrei essere superficiale e dovrei ripagare con la stessa moneta, e invece..

Che amarezza.

Allora son tornata a casa ho acceso la tivù, ho provato a non pensarla, a cestinare tutto, le frasi, i pomeriggi, le risate, ma niente, lei è entrata dentro come un virus, perchè lei è un virus. Ha fatto male a me, alle persone a me care e ripeto, non meriterebbe neppure d’esser menzionata però lo faccio, una volta, giusto per provare a vedere se la dimentico, come faccio con le cose che scrivo, per non lasciarla li a gravitare nella mia mente, chè non ne ho bisogno, chè non lo merita.

Che amarezza.

Son passati quattro giorni da quell’incontro, non sono più uscita, ho parlato poco e ho pensato troppo, forse non ci voleva proprio ora, o forse avevo bisogno di farmi stringere dalle pareti di casa, che per me ora sono una calda coperta e poi chissà, magari domani esco e provo a non pensare e a guardare giù a terra, perchè se mi guardo intorno, apparte qualcuno, mi vien da dire.. che amarezza..

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Tempo di fiere

– che fai, ci vai in fiera oggi a Spezia?

– non lo so ancora, tu ci sei già stato?

– sì, ci sono un sacco di banchi da vedere, e poi dura tre giorni, c’è un bordello di croccante, roba da cariarsi i denti solo a guardarli, quei banchi lì.

– ecco appunto, per una che è a dieta è il massimo proprio..

– ah dimenticavo, c’è una cosa bella da vedere, c’è il palio!

– ma come il palio? a la Spezia?

– sì sì, l’ho sentito dire..

– ah già è vero, ci sono i cavallucci marini, che fanno il giro del golfo!