Globo terracqueo

Overland

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Stanotte in tivù facevano vedere il Nepal e l’India in una puntata di Overland. Si vedevano centinaia di persone sedute su gradini di pietra, gradini che andavano a finire in un fiume di colore verde marcio. C’erano altrettante persone dentro il fiume, c’era chi si faceva lo shampoo, chi si lavava i denti, chi si lavava i piedi e chi il culo. Ecco per dire, ho subito pensato che tutte queste immagini non mi facevano sentire nel duemilanove. E poi magari mi lamento per il canone, per la fila alle poste e per questo mio senso d’ inconcludenza che m’accompagna ogni sera prima di addormentarmi. Mi sento in colpa quando vedo gli ‘occhi della fame’. Anche se però una cosa non riesco proprio a digerirla, chè se fossi lì a queste persone glielo direi io  che la religione il più delle volte contrasta il progresso, e che sacrificare centinaia di agnellini non li porterà alla ricchezza interiore e neppure a quella materiale, se vogliamo essere proprio pignoli..

E poi un’altra cosa ancora devo spiegarmi, chè non capisco il come mai, ma dopo aver visto Overland o film come  Oliver Twist ,  spesso mi viene un così gran appetito..

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Ventunanni di vissuto

Liberamente tratto dai pensieri di mio cugino..

28 ottobre

L’Amicizia…

Salve a tutti,

In assoluto questo è il primo intervento che faccio, e non so neanche perchè mi sia saltato in mente di scrivere il mio flusso di pensieri in una pagina di internet , in uno “windows live space”; pero’ , Così è , se vi pare, come diceva un vecchio amico del ‘900.

Detto questo, e con questo intendo la breve premessa ,volevo parlare della mia idea del difficile concetto di “Amicizia”, concetto di cui alcuni tra i piu’ grandi filosofi hanno provato a filosofeggiare , ma sinceramente non me ne frega un cazzo , e con un po’ di presunzione vi provero’ a spiegare cosa ne penso io nella mia breve esperienza ( per ora, corna in terra ) e permanenza su questa terra.

L’amicizia è un concetto astratto perchè nè la si puo’ toccare nè si puo’ provare la sua esistenza empiricamente quindi gia’ di per sè è un concetto , ovvero il frutto di una concezione della nostra psiche , e in parole ancor piu povere , un bordello allucinante di pensieri ,emozioni ed esperienze di vita.

Quando io provo a pensare “l’amicizia” non penso, pero’ , al concetto in sè, ma la collego subito, tramite associazione di idee, a delle persone esistenti , e quindi tangibili e descrivibili , detti volgarmente Amici. Spesso nella vita si abusa molto di questo termine accostandolo a persone di cui a malapena ci ricordiamo addirittura i soprannomi (del tipo : il piè , il noccio , la nibba, ecc..) e quindi perde ,talvolta , molto valore perche si potrebbe allora accostare questo termine anche a Mariano che chiede due “spicciolini” sotto casa mia.

L’amico secondo me è colui che nel momento del bisogno ti è sempre vicino , che non ti giudica , che ti puo’ perdonare sempre ( o quasi) , che non ti farebbe mai niente di male , che non tradirebbe mai la tua fiducia, che quasi darebbe la vita per te , che non ti vorrebbe mai vedere sbagliare , che vorrebbe solo il meglio per te e di te , che ti proteggera’ sempre , che soffrira’ la tua mancanza , che alla fine non riuscirebbe mai a stare a lungo senza di te…Insomma ci siamo capiti, e potrei andare avanti per ore; la cosa bella di questo elenco è che sono tutte cose che un amico farebbe sempre in cambio di che cosa?

NIENTE

Vorrebbe almeno la stessa cosa , che per un amico sarebbe giusto dare. Questo scambio di affetto incondizionato , assieme all’amore , è la cosa piu’ bella di cui noi umani siamo capaci , e questa secondo me è la definizione di amicizia , pensata per deduzione e forse anche un po’ empiricamente.

Purtroppo pero’ nel 99,999999% dei casi questa è un’utopia.

Io parlo in prima persona , credevo di essere un amico per almeno due o tre persone , e penso di avere sempre tenuto fede a tutti i punti riguardanti il modello di amico , per poi rimangiarmi tutto in pochi mesi tradendo la fiducia di tutti in un colpo solo. So che puo’ sembrare assurdo ma , sì , io ci sono riuscito , e mi sono giocato praticamente tutti coloro che chiamavo amici in una volta sola. Tutto per cosa poi?……….Vabbè lasciamo stare che è meglio ,perche’ , quando una persona impazzisce, non si possono neanche spiegare le motivazioni e le cause che hanno portato a una tale rovina. Quindi io per primo non posso definirmi amico perche ,comunque ,volente o nolente ,ho tradito forse uno dei caratteri piu’ importanti per potersi definire amico ed avere amici. A loro volta gli amici , alcuni , non si sono dimostrati tali , o comunque , non hanno tollerato una mancanza del genere da una persona, quale me, sulla quale , probabilmente riponevano fiducia cieca, e quindi a loro volta non hanno soddisfatto uno dei caratteri della definizione di amico ( se pur comprensibilmente ) quale il perdono incondizionato , che tra l’altro rimane il piu difficile da sopportare , ed il piu’ raro da trovare nell’esperienza di ognuno credo.

Arrivando al dunque , il mio dunque è che l’amicizia alla fine è una grandissima utopia , e quando la si arriva anche solo a sfiorare nella sua magnifica perfezione , l’uomo riesce sempre a rovinare tutto ,quasi con lo schiocco delle dita , e per motivi futili e ridicoli pergiunta , cosa che rende ancora piu’ grave la mancanza.

Fin qui sembrerebbe tutto filare liscio come ragionamento, quasi un algoritmo perfetto dove a azione corrisponde reazione , dove c’è “if” , “then”, “else” in perfetta successione e combinazione in una triste visione del mondo umano e di relazione tra gli umani.

Ma per fortuna non è così, nella mia ottica ,almeno…

L’amicizia per nostra fortuna , come ho anticipato e teorizzato , è comunque un’emozione umana , un bordello allucinante di pensieri ed esperienze di vita ,no?

In quanto tale, per mia e per nostra fortuna, è imprevedibile come la psiche umana e quindi non corrispondente ad algoritmi e concettualizzazioni quasi matematiche , ed è proprio questa la cosa che rende l’amicizia una cosa unica. La sua IMPREVEDIBILE AZIONE, il suo imprevedibile agire sulle nostre altre emozioni come l’odio e il rancore , che non sono che frutto dell’amicizia stessa spesse volte, e quindi riconducibili ad essa, e in quanto riconducibili ad essa, possono anche avere un potentissimo e fortunatissimo potere di riaccendere quella voglia di ritrovare anche coloro che da amici non si sono comportati.

Con questo mio pensiero banale chiudo questo mio flusso pazzo di pensieri su uno dei sentimenti piu’ forti e puri riconducibili all’uomo , secondo solo all’amore:

“Chi trova un amico , trova un tesoro”

Cazzo di Buddah quanto è vero…

E bravo Niki!

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l’uomo tamagotchi

Ve lo ricordate il tamagotchi.. Io mi ricordo che a diciassette anni ne avevo uno, uno bello di colore viola, il mio animale era il cane. Bastava poco per farlo vivere il tamagotchi, gli davi da mangiare, e se non gliene davi suonava l’allarme, lo dovevi far giocare, e giocavi almeno per mezz’ora e il livello dell’umore si alzava. Poi c’era il momento che defecava, non potevi mica lasciarlo in mezzo a montagne di cacca, non era bello e poi soprattutto il suo umore scendeva a picco, e il cane deperiva. Sto giochino scassamaroni era una roba allucinante, io mi ricordo che anche a scuola era tutta una preoccupazione, ne parlavamo fra di noi scolarette come fosse una cosa importante, come fanno le mamme quando vanno alle udienze, tipo così. E poi ricordo ancora il giorno che Dupall morì, questo era il nome del cane, e du palle lo era davvero, ma nonostante tutto, quella piccola bestiola virtuale aveva lasciato un vuoto dentro di me, e nelle mie giornate che susseguirono.

Adesso io stasera riflettevo un po’ su tutto, e solo ora capisco perchè il tamagotchi avevano detto che era educativo. Pensa alla tua vita donna. Tu passi tutta una vita ad aspettare che uno ti si pigli, vai in palestra con la vana speranza che mentre cammini i tuoi polpacci non facciano palleggiare le tue chiappe, vai dall’estetista a farti i baffi, sia quelli superiori che quelli inferiori, e a decespugliare la tundra violenta che ramifica sulle tue ginocchia, e se non bastasse ancora vai anche a farti qualche lampada, tanto per far diventare le zampe di gallina in zampe di cammello. Poi magari sei anche una che appena si sposa cominci a comperarti tutte le riviste di cucina, e dal non saper cucinare neppure un uovo, diventi Vissani. Dopo qualche anno, annoiati dal vivere a fotocopia, cioè un giorno vale l’altro che tanto sempre le stesse cose fai, decidi di avere dei figli, ti sbragagni, non te ne importa più na mazza, tanto ora non hai più neppure il tempo di toglierti i peli neri che ti vengono sul mento, e quando vai in bagno e vedi la schiuma da barba ti verrebbe voglia di fare come fa tuo marito la mattina. Passa il tempo, i figli crescono se ne vanno e ormai la tua pelle si avvizzisce stile culo del macaco, e vorresti urlare dalle vampate di calore di un corpo che ormai ha smesso di ringiovanire. Adesso ti fai due conti e pensi a quando è stata l’ultima volta che hai fatto arrapare tuo marito, e invece di essere contenta che i tuoi figli si fanno i cazzi loro, vivi la solitudine, anche se siete in due, ma ormai il concetto di essere in due non esiste, chè tanto il marito fa la settimana enigmistica oppure va a pesca. E ti senti ridicola magari a farti carina per lui, a preparargli una cena o ad aspettarlo sulla porta con lo sguardo che una volta lo faceva sbavare, quello stesso sguardo che non riesci più a fare, un po’ la pesantezza delle rughe da sharpei, un po’ l’inespressione di questi anni vissuti in letargo. Ed è allora che t’incazzi, hai passato una vita dietro ai fornelli con un battipanni nel culo, e il ferro da stiro nella mano non occupata a cucinare e adesso vorresti anche un po’ di comprensione, non hai mai fatto ferie dalle tue mansioni familiari, la tua pensione dovresti godertela no? Ma i mariti invece preferiscono le carte e le bocce della bocciofila, e non solo le bocce della bocciofila, loro basta che alle sette in tavola si possono sbottonare i pantaloni dopo essersi spazzolati il tuo operato, che ti ha impegnata dalle nove del mattino, solo perchè lui ti ha chiesto le cotolette e le lasagne al forno. Poi fa due peti e ruttazzando se ne va in camera, manco si piega i vestiti, e nel tempo che tu impieghi a lavare i piatti e a dare l’acqua ai gerani ( è un classico, dopo una certa età ti viene il pollice verde, forse perchè devi dare un senso alla tua vita), te lo ritrovi russante peloso e magari anche un po’ panzone con le gambe aperte sul letto. In quel momento vieni catturata dall’irrefrenabile voglia di castrarlo, tirargli un calcio la sotto, giusto perchè anche oggi non ti ha neppure chiesto come stavi, però lui ti ha raccontato che il suo amico Osvaldo ha trovato una rumena di trent’anni che si prende cura della casa e del suo augello..

La mia amara constatazione di oggi è questa, l’uomo è come il tamagotchi, mangia, defeca, gioca e dorme, però solo se sei tu a ricordartene, che se no deperisce..

Mai andare al barbecue dai vicini, poi torni a casa con certi pensieri ..cidenti..

Globo terracqueo

E’ tempo di gelato

Io e Niki.

io- che voglia di gelato che ho!

lui- ce lo prendiamo uno?

io- ok dai, te come lo vuoi?

lui- rigorosamente nella coppetta..

io- perchè rigorosamente? non ti piace la cialda?

lui- no no, anzi, ma mi sento ridicolo davanti agli altri, e poi guardati intorno, guarda quello per esempio, cosa sembra che stia facendo?

io- ma smettila..

lui- invece voi donne è bello guardarvi mentre mangiate il gelato, certo bisogna anche saperlo fare, e soprattutto si capiscono tante cose..

io- Ah ecco, adesso ho capito perchè al primo appuntamento ci invitate sempre a prendere un gelato!


 

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Barbie

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Prima o poi ci arrivavo, mica la risparmiavo. Lei è il diavolo anche se non veste Prada.
Ditemi quante ve ne hanno regalate, forza dai.. A me troppe, talmente tante che ormai mi contorcevo come loro, chè credevo fosse naturale esser così, contorsionista dico. Ricordo quando passeggiavo fra le vetrine del centro, il rosa shocking m’incantava come poche cose al mondo, e non potevo resisterle, dovevo necessariamente spiaccicare il mio naso contro la vetrina, e categoricamente venivo guardata male dalla Signora Matteoli, la proprietaria.
All’età di otto anni volevo essere come lei, così inverosimilmente platinata, con quel bel nasino alla francese, e con quel fisico da Baywatch, Pamela ne è l’autentica incarnazione. Le cambiavo l’abito e la pettinatura almeno una volta ogni ora di gioco, come fosse una Star. Le nostre madri ignare di tutto ci facevano riunire, e ognuna di noi si vantava dei nuovi accessori, si finiva per litigare quasi sempre, e spesso qualcosa mi spariva, tra l’altro qualche anno dopo capìì chi era stata, e mi vendicai. Barbie ti fa fare strane cose, ti fa desiderare troppo, vorresti sempre abiti nuovi e diventi dannatamente invidiosa. Ora riesco anche a perdonarla la mia amichetta ripensandoci. Poi arrivi ai dieci anni, e due cose site sul petto cominciano a prendere forma, allora a Barbie ci giochi di meno, chè ti rendi conto che tu non hai un metro e quaranta di gambe, una vita da apetta, due bocce da Venusia e un viso da vacchetta slavata
Ho lottato per resistergli, loro mi fissavano e sembrava mi chiamassero, ma poi presi un paio di scatoloni e senza esitare, ce le ficcai dentro tutte, mi feci aiutare dal Red (il puzzola) e le buttai in cantina, al buio e alla muffa. La sera me ne pentìì, ma ce la feci ad uscire dal tunnel della dipendenza.
E arrivò finalmente l’epoca dello skate, poi del cinquantino special e dell’abbigliamento yo yo. Ne vieni a capo dopo anni, quando tua madre vuole a tutti i costi presentarti come una femmina, e tu sembri SnoopDog, mentre lei preferisce una Brithney a te che ti senti una sorella nera. E Brithney secondo voi a cosa giocava prima di divenire tale, guardate come si finisce ad abusarne.
La Barbie è il diavolo, lei pare al tuo servizio, ma sei tu che le dai vita.

Scaricatevi questa, Amy Winehouse è diventata come una droga.

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Se la fate vedere ai vostri figli, giuro che vengo li eh!

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Dopo che lei mie orecchie udirono ciò, non vi fu pace ed il mio intelletto cominciò a macchinare cattivi pensieri, ma non vi preoccupate ho ancora bene impresso il tripudio scatenatosi subito dopo, e ve ne illustrerò i passaggi.
‘Le donne sono perfide e possiedono arti subdole, date ad una donna un dito e lei si prenderà tutto il braccio’, firmato Brontolo 1937; e che cosa siamo? mostruose approfittatrici?, cioè fatemi capire, meglio educarci da piccoli per poter ricoprire i giusti ruoli da grandi? La povera Biancaneve, con i suoi tre globuli rossi fa la sguattera nella sua casa, come anche sua cugina Cenerentola tra l’altro, orfana e con matrigna, evvai con il luogo comune, che fantasia, bellissima intonatissima agile ed elegante come un’antilope, ma tutte avevano frequentato la scuola di Amici di Maria De filippi? Quale arma migliore per poter far crescere i complessi ad una fanciulletta in erba, che se li porterà dietro a vita perchè non è nata bella intonata e volteggiante come una trottola, con quelle caviglie fini fini e questa personalità casta e pura! E degli animali che le parlano e ballano e ridono e cantano e la baciano e le fanno vedere un mondo luminoso e paradisiaco dove tutto è possibile e nulla ci tange, ma di cosa si faceva la ragazza, peyota, skunk, acidi, no forse trip…
Lei è Biancaneve, quella buona vorrebbero darci da intendere, ma non è così. La sua matrigna é la Regina cattiva, una donna ossessionata dall’idea d’invecchiare e quindi perdere la sua maestosa bellezza, ettepareva che non c’era la stronza della situazione invidiosa fino al midollo, che cerca a tutti i costi di emergere, che poi noi donne lo siamo un po’ tutte, quando vediamo le compagne degli ex, quando siamo sposate diventiamo gelose delle veline, quando siamo madri lo siamo con le nuore, quando siamo nonne lo siamo con le altre nonne, eccheppalle! Inutile dirlo, ma venderemmo l’anima al diavolo pur di non invecchiare e perdere il nostro fascino, e non fate quelle se ne fregano, chè la vita la prendono come viene e la vecchiaia a loro non fa paura.
Nella scena iniziale la bella incontra il Principe ed è subito amore, eccola la, si è fatta subito spettinare l’ormone dal primo che passa, ma guarda il caso a volte, lui è intonato e sa ballare, sembra Milton in calzamaglia, con quel bel sorriso Durbans e il taglio di capelli composto, quasi plastico, alla Paolo Villaggio in Grandi Magazzini. Poi perchè azzurro?, non era solo azzurro, aveva il mantello rosso e la calzamaglia blu scuro, il cappello color noce, tra l’altro gusto zero, questo abbinamento di colori è un pugno in un occhio.
Anche qui vorrei sorvolare ma non resisto, parliamo di Cucciolo, non è tenero come sembra, non fa altro che importunare Biancaneve, un maniacodepressivo direi, dai sei il più bruttino, hai le orecchie che sembrano due parabole ed in più non spiaccichi una parola, come puoi pensare di piacerle. Pensate però a tutti e sette, non è triste che questi si prostituiscano con la vana speranza che riescano a cavarne qualcosa, che squallore dai, non facciamo credere ai bambini che l’importante è essere belli dentro perchè non è vero! Se non sei bella e non ci provi neppure ad esserlo, vai poco lontano e la pretendi anche nel compagno, visto che ti sforzi tanto per esserla, magari si potesse andare in giro con un cartello, ‘ciao sono bella dentro io’…
Ma poi questi poveri nani, ma come si fa a mettere un pezzo di gnocca così in una casa di nani vergini, che lavorano tutto il giorno in miniera, che non si lavano dal trentasette e non hanno mai visto una donna, ma l’avranno immaginata credo e sapranno di certo come funzionano le cose, che crudeltà, peggio di un Grande Fratello.
Brontolo è il detto impersonificato del tira più un pelo di Bianca, che un carro di buoi…
Ancora più originale la metafora sull’amore; ‘sta celebrolesa era così arrapata da non accorgersi che lo stesso bruto che l’aveva accompagnata a raccogliere margheritine, le voleva strappare il cuore e metterlo nel cofanetto di Sailor Moon per portarlo alla matrigna indignata, già uno con quella faccia voglio dire, ma questi la risparmia, non si fa niente per niente, chissà cos’avrà voluto in cambio, ma non ce lo fanno vedere.
Quando la Regina fu messa al corrente dallo Specchio magico, della serie fatti i cazzi tuoi che campi cent’anni, con le famose arti subdole fa fuori Biancaneve e indovinate con che frutto? La mela, vi dice qualcosa? Adamo ed Eva da cosa furono tratti in inganno?, pure la religione ci buttiamo che fa bello, tanto per non far violenze mentali, chè poi non è un frutto soddisfacente e forse anche la sua reputazione ci si mette. Poi, non te lo insegnano da piccoli di non parlare con gli sconosciuti?
Una volta stecchita, ovviamente il Principe, che ce l’avrà un cazzo di nome, si è sbattuto a destra e a manca per trovarla, poi è partito per Cuba e quando è tornato gli ha mandato un sms, ma hanno risposto i nani che lo hanno aggiornato sui nuovi eventi, e l’innominato che fa.., improvvisa un’entrata alla Fred Astaire e con la sua voce e le sue labbra potrà ridarle la vita…
Ci educano alla speranza e all’inzerbinaggio da piccole, e noi cresciamo con ‘sta angoscia che senza un uomo non abbiamo senso, solo con loro potremo averne.
E concludo col dire che questa fiaba è straziante, mica te lo dicono che un uomo te ne fa di ogni e la donna adotta a vita un ragionamento emotivo e non razionale. Mi duole sparar codeste freddure ma la Regina è la sola a guadagnarsi l’Oscar come miglior attrice non protagonista, lei è single, vive per se stessa e si farebbe ammazzare per i suoi valori, chè poi a parer mio, era molto più gnocca di Biancaneve, perlomeno era più trendy.
Rifletteteci.

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Ignazia

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Questa è la storia di due amanti, che poi chi amava era uno solo l’altro ancora non l’ho capito. Lei nata in Germania, probabilmente i suoi dalla Sicilia se ne andarono per cercar fortuna, ma poi chissà dove pensavano di essere arrivati, di certo non era il nuovomondo, ma solo un posto che non si chiamava come quello dal quale venivano. Insomma per farla breve i due s’incontrano,durante le vacanze estive nella bella isola, dove probabilmente anche lui aveva radici. Fatto sta che i due si amano e si conoscono biblicamente e non, il giovine faceva l’idraulico di mestiere e anche se non si poteva certo vivere da signori, lei forse ci sperava. I due si sposano. La madre di lui, una signora caruccia e di buon cuore decide di aiutare la coppia, chè a Milano era facile non arrivare a fine mese se si era in affitto e se uno solo portava la pagnotta a casa. Così fecero, si trasferirono nella casa della madre e lì fu la rivelazione. Lui andava al lavoro come di consueto, quando tornava a mezzodì nulla lo attendeva sulla tavola. Lei si crogiolava nelle lenzuola fino a tarda mattinata e un giorno il giovine, ormai stufo decise di rimproverare Ignazia, ma lei lo aggredì a parole ed infine confessò quel vero dolore che la mangiava a poco a poco, ‘io mi sono sposata per fare la Signora, sennò me ne stavo a casa mia’. Da quel giorno Ignazia cominciò ad allontanarsi da casa sempre più di frequente e non solo da casa. Come si sa nel meridione di chiese ce n’è una bella quantità e la gente è più attaccata,che poi tanti lo danno solo a vedere e non fa bello se tu la pensi diversamente. Comunque sia, Ignazia comincia ad avere impegni dalla mattina presto fino a mezzodì e dal secondo pomeriggio fino ad ora di cena. La suocerina la considerava come una figlia e se non ho mal capito, pare che i mestieri li sbrigasse proprio lei, madre di altre due figlie e con un marito da accudire. Si venne a sapere dopo che Ignazia si era avvicinata alla chiesa e ai suoi ministri, qualcuno anche giovane si vociferava, ma potrebbero essere calugne quindi non alludiamo. La Convertita diventa una catechista e la sua professione la impegna talmente tanto da non farla più adempiere ai suoi doveri coniugali nei confronti del giovine, chè oggi ha intorno ai quaranta, ma allora era ancora ventenne.Pochi anni dopo, Ignazia chiese il divorzio dal marito e si risposò con Dio. Ma pensa, dopo undici anni che l’ha preso anche nelle orecchie ha scoperto di avere la vocazione, esclamava la simpatica donnetta in ospedale, chè probabilmente era stata una loro vicina e aveva visto tutto e sentito ancora di più. La Suocerina soffrì per il figlio che, se pur giovane, aveva perso la voglia di vivere e lei non avrebbe potuto aiutarlo a ritrovarla. Altri drammi colpirono la famiglia, ma l’unione fa la forza e fra persone che si vogliono bene tutto può ritrovare il suo equilibrio. Ho visto chi la raccontava soffrire e mi sono sentita stringere il cuore, chè un giorno avrò figli anch’io e la vecchiaia non è poi lontanissima come crediamo. Mi sono sentita triste ed incazzata allo stesso tempo, non so se è giusto così, ma questo è ciò che provo ancora se ripenso a quella vocina titubante e a quei profondi occhi lucidi che di cose ne han viste tante. Ignazia ora è ad Assisi, non aggiungo altro. Io vorrei incontrarla Ignazia, sì la vorrei vedere, vorrei darle un volto e dirle una sola cosa, quella che nessuno dei protagonisti della vicenda è riuscito a dirle, tanto per dare voce ad un coro di muti, Ignazia? ma vaffanculo!

a Francesca.